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per dono il perdono, perdonare per donare

Perdonare dentro le parole ci sono nascosti dei segreti se solo fossimo in grado di scorgerli.. ma viene il momento per tutto. Perdo e dono per donare, perdere qualcosa per donare qualcosa. Se perdo acquisto, se mi libero di qualcosa posso fare entrare un dono. Per donare perdo qualcosa e qualcosa guadagno perché si moltiplica il dono: per dono. Nel perdono c’è un grande sforzo e quindi un grande segreto. Il perdono moltiplica il dono stesso. Il perdono da punti al karma, proprio come fosse un gioco a stazioni.  Perdo il rancore, la ruggine del risentimento. Nel perdono mi libero e nel contempo guarisco il karma, diremmo in altri termini ma è sempre lo stesso. Il perdono è difficile quando si anela la vendetta e la violenza. Invece di perdonare si preferisce dare vita ad una infinita catena di rancori di violenze e vendette è la cultura stessa terrena che non a caso lo evidenzia per farci scoprire sotto altro: il perdono. Ma tutto questo è vecchio come il mondo da Caino e Abele ad oggi nulla sembra cambiare. Quante cose dentro una sola parola: perdo, dono, per, do, no, provate a comporre la frase anche in altri modi. .. le parole sono potenti importanti se sappiamo darle la giusta spinta hanno una grande potenza. Le parole hanno una direzione se sappiamo dargliela. Le parole uccidono, le parole guariscono. Quanto è potente la preghiera con le parole come frecce spinte dall’arco del cuore? Quanto un mantra? Come stai usando le tue parole? Odio all’odio non funziona è un contrasto che crea rancore fa male a chi lo vive a chi lo mantiene senza spezzare la catena.  Le energie dobbiamo modificarle per cambiare il mondo. Quando un energia arriva dobbiamo lasciarla fluire qualunque essa sia deve e dovrà fare il suo corso, dovrà scorrere. Quale segreto si nasconde nel porre l’altra guancia quale significato?  Il flusso della vita che si manifesta che giunge al massimo che lentamente scompare e si trasforma in altro, vale per tutto e per tutti indistintamente. Sono tutti cicli e tutto è così e sottostà a questa legge assoluta. Quanta fede sei disposto a lasciar entrare in te? Quante prove e quali e quante prove dovrai affrontare per credere? La fede è l’arma più potente per chi la vive di dentro e di fuori, è contagiosa, la più potente delle affezioni benefiche. Ma quanto coraggio ci vuole per aver fede, quanto per amare? Cosa fa ad una persona l’odio cosa provoca nel corpo fisico? Eppure nella parola odio è contenuto dio e si legge uguale nei due sensi.. il segreto delle parole non è più segreto se si sa vedere. Quanti esperimenti sono stati fatti sulla potenza dell’energia della preghiera collettiva rivolta a qualcuno che non si conosce con effetti a dir poco sorprendenti. Abbiamo sempre bisogno di prove scientifiche.. è come dire che non avendo abbastanza fede c’è bisogno di prove concrete, ma il dubbio rimane sempre perché le prove finali concrete in se hanno sempre una parte non totale ed assoluta solo vogliamo decidiamo credersi. Quante frasi si sentono dire con il timbro e l’etichetta: lo dice la scienza, lo ha testato una ricerca scientifica eccetera. Ma è la ricerca scientifica davvero quello che fa da riferimento siamo sicuri davvero? La ricerca scientifica vera fortunatamente ha imparato e da un pezzo cammina verso il mistero inesplorato e li c’è solo e soltanto una cosa. La ricerca scientifica trova la relatività del mistero, continua ad inseguire il mistero come in un labirinto perché sembra che il mistero divino gioca con la scienza come il topo abile con il vecchio gatto lento. Ma la scienza ha imparato ad uscire dalla sua uomocentricità scoprendo l’umiltà che va oltre e lasciando tutte le ipotesi aperte ecco che è avvenuto dopo millenni l’incontro consapevole. Sempre e comunque tutto ciò che unisce ciò che è yoga è la strada giusta. Che differenza c’è tra quello che vedi e quello che senti? (L.S.)Sembra un gioco di parole : Perdono… Per-Dono. Non tenere in considerazione il male ricevuto da altri, rinuncia a propositi di vendetta, alla punizione, a qualsiasi possibile rivalsa, annulla in te ogni risentimento verso l’offesa ricevuta. Il perdono è quindi dimenticare, sminuirsi, umiliarsi, fare finta che non sia successo niente, mettere da parte ogni rancore e magicamente comportarmi come facevi prima con quella persona? Detto così sembra molto scoraggiante e difficile da mettere in pratica, ma non è questa la visione del perdono da vivere. Quando siamo feriti in conflitto con una persona, dentro di noi inizia un uragano di emozioni che piano piano ti coinvolgono sempre di più e se lasci passare molto tempo esse metteranno radici profonde dentro di te che poi sarà molto difficile sradicare. Inizi con la delusione, poi l’amarezza e infine l’odio. Sei mai arrivato ad odiare qualcuno? Si entra in un labirinto senza rendersene nemmeno conto. Senti come un pugno nel cuore e subito un forte senso di vendetta. Ogni giorno sempre la stessa storia, il pensiero è fisso lì e anche se il tempo passa e credi di aver accantonato la situazione, ti rendi conto che bastava poco per far riemergere tutto. La realtà è questa: sei prigioniera di una situazione e non sai come uscirne. La parola perdono non faceva parte del mio vocabolario fino a che non realizzai la mia situazione e il vero significato di quella parola. Il perdono non è un sentimento e quindi non posso aspettare di sentirlo per rilasciarlo, perché in questo modo non lo farei mai. Come ho fatto quindi a perdonare?  Semplicemente ho scelto. Ho scelto perché ero prigioniera, ho scelto per “donare” a me stessa la possibilità di essere libera da questa catena che mi stava lentamente distruggendo. Compresi che il risentimento è come un cancro e come tale va a distruggere ogni parte. Compresi che la vendetta non mi serviva, non mi avrebbe reso felice, non avrebbe fatto di me una persona migliore e non avrebbe nemmeno fatto pentire l’altro del suo errore. Ho scelto di darmi la possibilità di essere libera e anche la possibilità all’altro di esserlo. La verità è che anche io ho offeso, anche io ho ferito, anche io volontariamente o no, ho amato male. Quando ho sbagliato avrei voluto che la persona ferita mi condonasse l’offesa, perché avrebbe fatto bene al mio cuore. Questo non vuol dire necessariamente tornare ad avere un rapporto con la persona. Ci sono rapporti importanti che possiamo recuperare e relazioni che è buono per noi terminare ma questo non incide sul perdono. Se una relazione è finita e vuoi chiudere quella pagina della tua vita definitivamente scegli di perdonare e vai verso il futuro con un cuore veramente libero. Sono stata perdonata da errori molto gravi e questo mi ha reso una persona migliore. Per dono in passato sono stata perdonata e per dono oggi, scelgo il perdono. Perdonare è un dono che fai a te stesso e all’altro. Anche se quest’ultimo non lo merita non importa, tu meriti di essere libero… per dono la libertà. Tutti noi facciamo degli errori nonostante abbiamo la scelta di non farlo. Tutto dipende dal nostro potere interiore, dalla prospettiva e dal giudizio in quel momento. Proprio come ci aspettiamo di ricevere il perdono per i nostri errori, dobbiamo concentrarci sul darlo. La parola stessa dice: per-donare. Il perdono non è solo la capacità di lasciare andare, ma anche portare molto più amore per l’altra anima, per la sua vita futura. Il perdono non cancella il passato, ma guarda le persone e le situazioni con maggiore compassione, misericordia e amore. Quando si dipinge un quadro nuovo, se i colori vengono applicati sulla tela in modo sbagliato e lasciati asciugare, diventa difficile rimuoverli o miscelarli con i colori giusti in una fase successiva. In modo simile, quando nella mente dipingiamo un quadro negativo di qualcuno, dovremmo subito ridipingerlo con i colori delle virtù. Questo è il perdono in azione. Impiegare troppo tempo a perdonare può rendere i colori negativi troppo definiti per essere sostituiti. Richiederà più tempo e renderà lo sforzo più difficile. Senza perdono, l’ego diventa più potente nella nostra coscienza e uccide la nostra capacità di amare. Diventiamo molto più critici nei confronti delle persone e propensi a giudicare male. Ma quando si perdona, l’ego si arrende e lasciamo scorrere l’energia della compassione; abbiamo a cuore il nostro benessere emotivo, oltre che le nostre relazioni. Il perdono porta una bellissima trasformazione dentro di noi, un riconoscimento del nostro potere interiore così come l’accettazione incondizionata. Meditare regolarmente e lo studio dei principi spirituali sono strumenti che aumentano il potere interiore e favoriscono un perdono che regge la prova del tempo.(BK Shivani)